L’agevolazione sui beni immateriali dopo le modifiche del D.L. 50/2017

Il regime di patent box consiste nella tassazione agevolata dei redditi derivanti da alcuni beni immateriali. È stato introdotto dall’articolo 1, commi 37-45 della Legge n. 190 del 2014 (Legge di Stabilità 2015) e successivamente modificato e integrato dal Decreto Legge n. 3 del 2015 e dalla Legge n. 208 del 2015 (Legge di Stabilità 2016). Recentemente, con D.L. 50/2017, il Legislatore ha escluso i marchi dalle categorie dei beni agevolabili ed incluso, nel novero dei redditi che beneficiano del regime speciale, anche quelli derivanti dall’utilizzo congiunto di beni immateriali, legati da vincoli di complementarità ai fini della realizzazione di un prodotto o di una famiglia di prodotti o di un processo o di un gruppo di processi, sempre che tra i beni immateriali utilizzati congiuntamente siano compresi unicamente quelli assoggettati al regime agevolativo in commento. Nello specifico, l’agevolazione consente di escludere dal reddito il 50% dei redditi derivanti dall’utilizzazione di alcune tipologie di beni immateriali e le plusvalenze derivanti dalla loro cessione, a condizione che il 90% del relativo corrispettivo sia reinvestito. L’opzione ha durata quinquennale, è irrevocabile e può essere esercitata anche da parte di società non residenti in Italia, purché site in Paesi con i quali vige un accordo per evitare la doppia imposizione e vi è un effettivo scambio di informazioni. È valida anche ai fini IRAP.